L’idealismo di Kant come una radicalizzazione dell’empirismo
DOI:
https://doi.org/10.4454/sl.6-1265Parole chiave:
Locke, Hume, Kant, Hegel, empiricism, transcendental idealism, Transcendental Deduction, skepticism, objectivityAbstract
Questo articolo estende l'approccio interpretativo di John McDowell in “Hegel's Idealism as Radicalization of Kant” al rapporto di Kant con Locke e Hume. Kant sostiene che la deduzione trascendentale della Critica della ragion pura sia un'esecuzione più risoluta del progetto epistemologico di Locke, a sua volta eseguito in modo più risoluto da Hume. Sostengo che la radicalizzazione di Kant riguarda il problema che non possiamo attribuirci il diritto ai concetti di un oggetto in generale, necessari per rivendicare la nostra mente come capacità di conoscere empiricamente oggetti indipendenti dalla mente. Sostengo che Hume radicalizza la descrizione di Locke rendendo esplicito il problema come scetticismo sulla nostra capacità di conoscere oggetti indipendenti dalla mente. Sostengo che Kant radicalizza lo scetticismo epistemico di Hume, osservando che, con le risorse dell'empirismo, non possiamo comprendere la nostra coscienza come se presentasse oggetti, cosicché la Deduzione di Kant cerca di fornire una spiegazione ilomorfica alternativa del nostro diritto ai concetti di un oggetto. Ciò dimostra che la Deduzione non si limita a ri-etichettare lo scetticismo di Hume come un “idealismo trascendentale”, in base al quale siamo in grado di conoscere gli oggetti solo come appaiono alla nostra mente, ma riguarda invece la questione più profonda della nostra capacità di godere della coscienza degli oggetti. Abbozzo come la Deduzione B affronta questa questione e spiego come ciò giustifichi contemporaneamente la nostra mente come capacità di conoscere empiricamente e risponda alla domanda su come sia possibile la conoscenza a priori. Inoltre, spiego la differenza tra le accuse degli interpreti scettici e quelle di Hegel, secondo cui l'idealismo trascendentale di Kant è un mero idealismo psicologico. Nel complesso, mostro quindi come la progressiva radicalizzazione del problema relativo al nostro diritto ai concetti di un oggetto costituisca la questione animatrice dell'epistemologia da Locke a Hegel.
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