Riflessioni sulla mente come origine dei concetti metafisici in Descartes, Locke, Leibniz, e Kant: un circolo esplicativo nella prima filosofia moderna e il lockianismo qualificato di Kant

Autori

  • Till Hoeppner Ashoka

DOI:

https://doi.org/10.4454/sl.6-1302

Parole chiave:

Early Modern Philosophy, Kant, Origin of Metaphysical Concepts, Reflection

Abstract

Cosa spiega il fatto che i nostri concetti siano dotati di contenuti rappresentazionali, ossia che rappresentino ciò che rappresentano? Kant attribuisce al Saggio di Locke la prima formulazione della questione inerente all’origine del contenuto di un concetto. Sebbene la questione sull’origine di concetti propriamente metafisici fosse preminente già in Locke, fu ancor più la lettura dei Nuovi Saggi di Leibniz che pose questo problema all’attenzione di Kant. In questo articolo sostengo che la deduzione metafisica delle categorie nella prima Critica, assieme ad alcuni elementi della deduzione trascendentale delle medesime, costituisca la risposta di Kant alla forma leibniziana della questione lockiana sull’origine del contenuto concettuale. Per prima cosa, raccoglierò e analizzerò i contributi di Leibniz, Locke e Cartesio, relativi alla loro visione condivisa, sebbene elaborata differentemente, della riflessione sulla mente come fonte dei concetti metafisici. Ciò permetterà di evidenziare una forma di ragionamento circolare comune a queste teorie della prima modernità precedenti a Kant. In seguito, ricostruirò come una serie di intuizioni precedenti, rintracciabili in Cartesio, in Locke e in Leibniz, siano state integrate da Kant nella propria posizione riguardo alla riflessione sull’intelletto come fonte dei concetti metafisici. Poi, sosterrò che le tesi di quest’ultimo possono evitare l’accusa di circolarità. Nello specifico, un’innovativa connessione di due pensieri lockiani contribuisce alla risposta di Kant alla forma leibniziana della domanda lockiana: in primo lungo, che la riflessione sugli atti di rappresentazione spiega i contenuti dei concetti metafisici, alla stregua della riflessione lockiana sulle idee e sulle diverse operazioni dell’intelletto; in secondo luogo, che questi atti, più nello specifico, sono atti di combinazione necessari per la rappresentazione degli oggetti e delle loro caratteristiche, similmente alla combinazione lockiana di idee semplici in complesse. I contenuti rappresentazionali delle categorie di Kant si fondano su una riflessione sugli atti di sintesi esercitati nell’esperienza degli oggetti.

Pubblicato

2025-11-11