Il fantasma può diventare banale?
DOI:
https://doi.org/10.4454/n63kn810Parole chiave:
Lacan, Seminar X, Fantasy, Miller, Name of the Father, ActAbstract
Partendo dalla formula lacaniana “l’azione del linguaggio in ciascuno produce il godimento e articola-ripete il godimento”, l’articolo ne ricostruisce le trasformazioni nell’insegnamento di Lacan fino al punto cruciale rappresentato dal Seminario XIV. In un primo momento il linguaggio-Altro opera grazie al “nome del padre”, producendo e ripetendo il godimento come perdita e interdetto; in una seconda fase l’eccezione del “meno uno” trasforma il godimento in un’impossibile irruzione, mentre l’introduzione del “sembiante” prepara il campo a un godimento assoluto e costante. Nel Seminario XIV domina ancora la versione “meno uno”, ma già affiora l’“Altro con sembiante”, ed è allora che il fantasma si eleva da semplice supporto a vero e proprio assioma: una frase-formula che avvia e assorbe su di sé l’intero processo di produzione-articolazione-ripetizione del godimento. Quattro passaggi (alienazione e cancellatura dell’Altro; esclusione del linguaggio dal godimento; il trasferimento della funzione dell’Altro al corpo; la trasformazione del fantasma in assioma) e un “più uno” (la sessualità come obiezione all’inesistenza dell’Altro) tracciano la soglia verso il funzionamento “Uno senza Altro”. Da questa soglia emerge la scissione radicale tra produzione del godimento e sua articolazione, paradossalmente coperta dalla potenza stessa del fantasma, ma già promessa a un superamento nel ricorso allalingua e a una produzione primaria del godimento den unita dall’articolazione fantasmica, sviluppo che troverà piena definizione nei Seminari successivi.
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