Giocare a nascondino

Palazzo della Morte e la prassi dello sporco

Autori

  • Laura Mucciolo
  • Luis Gatt

DOI:

https://doi.org/10.4454/rs15fw34

Abstract

Palazzo della Morte, una delle opere di maturità operativa di Stefania Filo Speziale, è sequenza razionale di spazi severamente voluttuosi, che silenziosamente esce dalle viscere di Napoli con alcuni richiami progettuali portatori della condizione “irrazionale” dello spazio. Il Palazzo che “gioca a nascondino” si dispiega come un processo del “sottosuolo”, distribuendo spazi e ambiti, assecondando processi empirici, confermando come questa architettura già sia “Super” Moderna.
Palazzo della Morte si scontra con l’immaginario costruito attorno alla “palazzina”, impiegando strumenti che sottendono spazi riscritti nella loro grammatica. Il Palazzo, da prototipo rinascimentale, diviene variazione oblunga, distorta, priva di simmetria assiale, dove l’assenza della facciata, la riorganizzazione dei livelli, ne rielaborano la composizione, distribuendo gli spazi a partire da necessità urbane di densità e soprattutto da pratiche di consuetudine adottate nel tempo dalla città di Napoli.

Pubblicato

2022-10-16

Fascicolo

Sezione

Paralleli