Da cave dismesse a teatri per i rituali del clubbing

Autori

  • Stefano Passamonti

DOI:

https://doi.org/10.4454/bzzbww24

Parole chiave:

Site-specific, riuso, cave, teatro

Abstract

I rituali del clubbing, attività tipica delle sottoculture giovanili contemporanee, prendono vita, sempre più spesso, all’interno di cave dismesse. Questi luoghi monumentali perdono la loro funzione originaria grazie alla rifunzionalizzazione e la trasformazione in contesti performativi: veri propri teatri granitici, immersi nella natura che, grazie alle spettacolari scenografie ottenute col 3D Mapping, divengono sede di spettacolari eventi capaci di riattivare luoghi remoti dell’Italia interna.

Nell’ambito dei festival basati sul format del riuso di contesti storico-monumentali esistenti, quelli di NexTones, in Piemonte, e di Vox Marmoris, in Toscana, sono due esempi virtuosi di come la trasformazione di un sito estrattivo dismesso in luogo performativo possa far convivere l’intervento sostenibile e circolare con i riti delle culture artistiche contemporanee legate alla musica.

Pubblicato

2024-03-08

Fascicolo

Sezione

Meridiani