Coscienza nazionale ed educazione linguistica in Italia nel XIX secolo
DOI:
https://doi.org/10.4454/ydncmv46Parole chiave:
nation, language education, public education, civilization, 19th-century ItalyAbstract
Il saggio indaga il rapporto tra sentimento nazionale e insegnamento linguistico nell'Italia del XIX secolo, tra i moti risorgimentali e la riforma dell'istruzione pubblica (legge Casati) agli albori dell'unificazione nazionale. Il dibattito coinvolse diversi autori, che affrontarono la questione dell'educazione linguistica in modo più o meno diretto. Prima del 1848, esamineremo il caso di Vincenzo Cuoco e il contesto post-rivoluzionario a Napoli nel 1799, dove la lingua fu la forza motrice dell'amor di patria. Tra il 1848 e gli anni Sessanta, esploreremo le posizioni del pedagogista Vincenzo De Castro, nonché di Carlo Cattaneo e degli esponenti della sua cerchia (come Paolo Marzolo e Gabriele Rosa), che proposero, in modi diversi, un metodo di insegnamento linguistico incentrato sul popolo e sul primato della pratica sulla teoria.
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