L’attore e il legislatore

il modello drammatico nell’educazione linguistica da Lombardo Radice a Gramsci

Autori

  • Maria Chiara Pozzoni Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

DOI:

https://doi.org/10.4454/41ekdb90

Parole chiave:

educazione linguistica, Giuseppe Lombardo Radice, Antonio Gramsci, teatro dialettale, grammatica

Abstract

L’articolo esplora le radici di una prospettiva che, prima di confluire nella moderna educazione linguistica democratica di matrice demauriana, attraversa la stagione della pedagogia neoidealista e della riflessione carceraria gramsciana. Al centro dell’indagine non vi è solo un recupero filologico, ma l’esplorazione di un modello drammatico di educazione, come spazio di mediazione tra la lingua-vita (il dialetto, l’attore) e la lingua-legge (la norma, il legislatore). Attraverso un percorso che parte da Lombardo Radice e, passando per il Gramsci degli articoli, giunge a quello dei Quaderni, si indaga la concezione di grammatica non come arido precetto, ma come atto politico e storico. L’analisi di un episodio della storia del teatro stesso, come fulcro d’irradiazione, trasforma la quistione della lingua nel termometro di un’egemonia in divenire, dove la parola incarnata sulla scena teatrale si fa precondizione necessaria per il riscatto e la soggettivazione dei gruppi subalterni.

Pubblicato

2026-10-06

Fascicolo

Sezione

Saggi