Linguistica e filosofia
Giacomo Devoto a confronto con Benedetto Croce
DOI:
https://doi.org/10.4454/9qzqd318Parole chiave:
Linguistics, Philosophy, Anti-philosophism, Giacomo Devoto, Benedetto CroceAbstract
Questo articolo esamina il confronto di Giacomo Devoto con la filosofia di Benedetto Croce, in relazione al presunto «antifilosofismo» dei linguisti italiani della prima metà del XX secolo. In contrasto con l’interpretazione di Giovanni Nencioni, che vedeva nella posizione di Devoto un rifiuto di ogni contatto col pensiero filosofico, questo studio rimette in discussione le affermazioni devotiane attraverso l’analisi di un’opera chiave del linguista, spesso trascurata dagli interpreti: Pensieri sul mio tempo (1945). Devoto, pur sostenendo la necessità di separare lo studio linguistico dalla filosofia, non ha mai operato con indifferenza rispetto al filosofare, confrontandosi direttamente con l’eredità teorica della filosofia crociana, in particolare per quanto riguarda i confini tra linguistica e filosofia. Inoltre, l’articolo ridiscute la nozione di «antifilosofismo» associata alla figura di Devoto, offrendo una visione più approfondita della sua posizione e mettendo in luce il suo sforzo di affermare l’autonomia della linguistica senza tagliare i ponti coi filosofi e col filosofare.
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