Indizi… o crepe? Thomas Demand dopo la fotografia
DOI:
https://doi.org/10.4454/f7kyvh84Parole chiave:
Photography, Cut, Representation, Uncanny, AnxietyAbstract
L’articolo prende le mosse da una breve ricostruzione del dibattito teorico suscitato dall’immagine fotografica tramite alcuni esempi tratti dalla prima fase della storia della fotografia che hanno mobilitato le nozioni come quelle di “indizio” o di “segno vuoto”. Prosegue poi constatando come oggi, a causa dell’aumento spropositato del flusso di immagini a cui siamo sottoposti, quel tipo di esperienza e di portata teorica sia diventata inattingibile e distante. In quest’orizzonte viene analizzato il particolare metodo di lavoro dell’artista contemporaneo Thomas Demand, con l’idea che il suo approccio riesca a instillare abilmente il sospetto e l’opacità sulla superficie di immagini apparentemente trasparenti. Così qualcosa della soglia tra esperienza e significazione, che apparteneva all’inizio della storia della fotografia, ritorna ad essere operativo tramite il laborioso processo di costruzione e messa in scena compiuto da Demand.
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