Lacan con Aristotele
DOI:
https://doi.org/10.4454/st4pmx51Schlagwörter:
Cause, Truth, Science, Signifier, Foreclosure, Repression, Negation, PsychoanalysisAbstract
Nello scritto La scienza e la verità Lacan si serve delle cause aristoteliche per delineare le differenze strutturali fra la magia, la religione, la scienza e la psicoanalisi. Ad ognuna di esse, infatti, lo psicoanalista attribuisce una delle cause aristoteliche, identificando nell’incidenza del significante la causa materiale della pratica inventata da Freud. Per il nostro tale causa è da intendersi come la verità che alberga nella sofferenza del nevrotico, ovvero di quel soggetto diviso destinato, per tutta la vita, a fare i conti con il suo stato irrimediabilmente prematuro – con ciò che il padre della psicoanalisi denominava Hilflosigkeit. Il nostro intento, con questo breve scritto, è quello di servirci dell’idea della verità in quanto causa come di una chiave interpretativa dei famosi quattro discorsi elaborati durante le lezioni del diciassettesimo Seminario, al fine di mostrare che se al posto dell’agente, dell’altro, del prodotto e della verità collochiamo, facendoli ruotare di un quarto di giro, la magia, la religione, la scienza e la psicoanalisi, i rapporti di inclusione ed esclusione vigenti per i discorsi sono i medesimi validi per ciò che qui proponiamo di chiamare i modi operandi dell’agire umano.
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